Marco Brandizi's Site

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My 2-cents

Presepi crociati, riassunto delle puntate precedenti [Italian]

[Presepe di migranti sui barconi]Scusate, ma quale casa nostra?! Io, come qualche altro milione di italiani, da ‘casa nostra’ sono stato spinto a fuggire, e non ho molte speranze di tornarci, a ‘casa nostra’. Casa nostra, quale? Quella nella quale gli inquilini rubano 150 miliardi di euro l’anno dalla cassa comune, sotto forma di evasione fiscale? Oppure quella in cui si costruisce sul greto dei fiumi e si getta la monnezza in giro per i campi, fottendosene della legge e degli altri padroni a casa nostra, attendendo l’ennesimo condono che sarà l’ultimo, e facendo i piagnoni alla piove-governo-ladro, quando si scopre che, pensa un po’, se diluvia, il fiume ti allaga casa, e non glie ne frega niente di te che vuoi fare il padrone scellerato a casa tua. Oppure, padroni di educare i figli con le peggio cose da strapaese, mandandoli a scuola con la carta da cesso nello zaino, insegnandogli la tradizione del presepe, mentre si nega il pranzo ai figli di chi non riesce a pagare la quota mensa? E poi, Rozzano casa nostra?! Ma se di Rozzano non è mai fregato una mazza a nessuno, e quando dici Rozzano, magari parlando degli eroi che da quelle parti si occupano del sociale e fanno volontariato, ai più vengono in mente solo i casermoni, i quartieri dormitorio, dove vivono gli sfigati, porta a porta con mafiosi e terroni.

Due o tre cose che so dell'iPhone (e Renzi probabilmente no) [Italian]

[Gettoni d'oro Canale 5]D’accordo, d'accordo, è ideologia, è roba vecchia, di gente che, come ricorda Riccardo Luna, si vantava di non usare il cellulare. Vogliamo fare una lettura ‘moderna’ del mito dell’iPhone? Uno compra questo gingillo da 7-800 euro e poi è la casa madre che decide cosa ci può fare o non fare. E’ il modello dell’AppStore. Io negli anni 90, quando Renzi metteva da parte i gettoni della Ruota della Fortuna, leggevo cose come The Cathedral and the Bazaar, o la rivista della Shake edizioni. Erano letture molto appassionanti, perché la Sinistra entrava dentro la rivoluzione digitale, mettendo in discussione i monopoli, la distribuzione della e l’accesso alla proprietà intellettuale, la libertà di usare la tecnologia, senza esserne usati.

Fate un favore ai Vostri ragazzi, non offrite una cattedra a Vannoni [Italian]

Cambridge (UK), 19/11/2013

A: Preside del liceo 'Mattioli' di Vasto, rappresentanti dei genitori, studenti, a chiunque vorrà leggere questa lettera aperta

Oggetto: Fate un favore ai Vostri ragazzi, non offrite una cattedra a Vannoni

Gentili Signori,

chi vi scrive (di getto) non è nessuno. Solo un anonimo cittadino, che cerca di informarsi su come va il mondo e, in questo mondo, di viverci, pensando anche agli altri e non esclusivamente pensando agli affari propri. Sono anche uno sviluppatore software, lavoro e conduco ricerca applicata nel campo della bioinformatica, che si occupa di far avanzare la biologia e la medicina con i computer. Deve essere per questo mio lavoro che mi ha molto colpito la notizia [1] che il vostro liceo sta per ospitare una conferenza del dottor Davide Vannoni, esperto in psicologia e comunicazione, recentemente assurto alla ribalta della cronaca, grazie ad una incredibile battaglia mediatica, capitanata dalla trasmissione 'Le Iene' e chissà da quanti altri dietro le quinte, che si sono assunti la responsabilità di porre la salute delle persone sotto i riflettori e trasformarla in una questione di tifoseria.

Redoing the microarray analyses

[Galileo Galilei on a money note]Nature Genetics has recently published this interesting work on repeatability of gene expression analysis. That microarray is a powerful tool used for study a number of biological phenomena is nowadays obvious. As it is that a microarray study should be repeatable, being it an instance of the experimental approach the science is based on. So, those who try to verify the repeatability of such kind of experiments are certainly welcome (sorry for repetitions... ;-) ). Even when one considers only a part of it, as they do, by focusing on the possibility to redo the analysis, starting from the raw data or the processed ones (i.e.: normalised).

What we learn from the paper is, IMHO, that the situation is better than what one would have expected, but there is still quite room to improve.

They started from an initial list of 20 papers, they choose a single conclusion from each of them (i.e.: a single figure or table) and tried to come at the same one, by redoing the analysis reported. An important part of the test is that they purposely didn't contacted the original authors, rather they tried to get all what they needed from the paper and from the data published in ArrayExpress or GEO, hence exploiting the available data annotations.

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